domenica 23 aprile 2017

Lorenzo e Viola - L' Isola





























io sono nato qui ho fatto un anno di università a parma ma non mi piaceva e son tornato ho fatto tanti lavori e intanto coltivavo nelle terre di un amico di famiglia che me le ha affittate viola invece viene da fuori lei è del monte amiata in provincia di grosseto
cinque anni fa ho anche aperto un negozio a vigneta il progetto era vendere tutto biologico e locale ma ci siamo accorti subitissimo che il prodotto locale non c’era e poco dopo ci siamo accorti che il biologico non esisteva assolutamente ci siam trovati subito a dover prender biologico dalla toscana e da tutta italia e poi anche lì era un bio che non ci piaceva  quello delle grandi distribuzioni che chissà da dove veniva  costava uno  sfascio di soldi la gente faceva fatica a comprare e abbiam dovuto chiudere
è un terreno vergine mai lavorato negli ultimi trent’anni intorno non c’è niente l’unico vicino che abbiamo laggiù in fondo è alberto che è biologico anche lui ci son le api di alessandro che è biologico anche lui le piantine le usiamo bio da anni
al coperto abbiamo fave cipollini piselli zucchine melanzane peperoni  fuori mettiamo cipolle aglio pomodori da salsa fragole patate sotto questa pacciamatura ci sono 1500 piante d’aglio nelle altre due pacciamature ci sono 3000 cipolle e domani ce ne arrivano altre 7500 poi abbiamo tanti ulivi e alberi da frutta in giro meli susini ciliegi  il nostro problema è produrre non vendere i prodotti ce l’abbiamo quasi tutti piazzati
vendiamo sia al mercato di aulla e fivizzano che ai gruppi di acquisto però non a quelli locali il più vicino è viareggio poi qualcosa intorno a lucca poi firenze prato siena poggibonsi ma qui in questa provincia non riusciamo a vendere un euro di roba



















di animali abbiamo le galline quindi abbiamo anche le uova e poi abbiamo in programma di metter le capre  per il formaggio ma soprattutto per il concime per chiudere il giro del biologico
trattamenti ne facciam poco e niente anche di biologici perché abbiam visto che anche i pomodori in serra se non prendono mai acqua di verderame non hanno quasi bisogno facciam solo quello biologico agli olivi per la mosca soprattutto a chianciano dove abbiamo un altro uliveto facciamo due produzioni di olio quello di chianciano e quello di qua e sono molto diversi
in due qui con tutta questa terra c’è da fare davvero un casino di lavoro di ferie o vacanze non se ne parla ci siamo andati solo una volta tre anni fa quando ci siamo messi assieme siamo andati in francia e poi basta la città Io l’ho vissuta un annetto viola ci ha fatto l’università quindi quattro anni ma non siamo cittadini abbiamo sempre vissuto nelle campagne qui sarebbe bellissimo se ci fosse un po’ più di gente magari della nostra età però la città non ci manca affatto
a codiponte son 200 persone di cui 180 vecchi questi paesi son completamente spopolati si ripopolano un po’ d’estate c’è tanta gente che ha la casa qui che viene ogni tanto ma son quelli che han meno rispetto dell’ambiente però l’anno scorso c’è stato tanto turismo buono c’erano tanti negli agriturismi e nei b&b quindi qualcosa si muove c’è un agriturismo qua gestito da una ragazza olandese d’estate è sempre pienissimo ogni tanto vedi questi olandesi a fare il bagno nel fiume ed è bello con la crisi un pò di gente è tornata magari prima andavano più alle bahamas ah ah





























adesso arriverà un’altra coppia da treviso abbiam fatto di tutto per farli venire non abbiam paura della competizione anzi abbiam bisogno di compagnia gli abbiam trovato i campi e la casa li abbiam proprio spinti a venire qua li abbiamo aiutati quanto abbiam potuto siamo contenti che venga nuova gente
fare la produzione non è così scontato come sembra bisogna avere un minimo di metodo che si impara facendo un po’ di pratica o studiando non so noi ci abbiam messo qualche anno a capir come fare le cose e poi ci vuole un minimo di attrezzatura
quando chiedi agli altri agricoltori se sono biologici o no tutti ti dicono che son biologici poi ti raccontano che fanno il trattamento con l’R6 ti raccontano tranquillamente che danno il gold npk secondo me il discorso non ce l’hanno proprio chiaro di truffatori ce n’abbiamo una generazione meravigliosa gente che è diventata ricca così
la certificazione all’inizio non la volevo perché pensavamo che costasse una cifra tutti ci dicevano eh! un po’ costa! un po’ costa per noi significava due o tremila euro l’anno ora invece mi sono reso conto che costa due trecento euro l’anno il problema è la menata burocratica che ti devi rivolgere spesso a un agronomo se non hai capacità tecniche o non tieni te i registri e gli agronomi ti prendono tanti soldi però le cose te le puoi fare anche da solo all’agronomo gli chiedi di fare lo stretto indispensabile e te la cavi con poco qualche anno fa avendo solo un trattore da 33 cavalli una fresa e basta era complicato spender dei soldi in più oltre l’inps che è già tanto adesso invece possiamo permetterci di farla
fare biologico dove nessuno fa biologico non è proprio semplice semplice ad esempio il giro animali-vegetazione che è necessario noi ce lo dobbiamo far tutto daccapo non è che c’è l’allevatore biologico vicino che ti da il concime Il pellet biologico lo compriamo all’agraria oppure c’è un allevatore di capre che ci porta qualche mucchio di concime ogni tanto

non facciamo produzioni di nicchia perché tanto la gente non cerca quello che non c’è cerca quello che c’è fatto in modo diverso gli va bene mangiare i pomodori ma che siano fatti in un'altra maniera che abbiano il gusto del pomodoro tanti pensano di fare soldi in campagna facendo qualcosa di particolare che nessun altro fa ma non è così te vai in campagna sapendo che ricco non ci diventi e che ci saranno anzi periodi in cui dovrai tirare la cinghia













noi siamo appassionati di biodinamica però è ancora molto presto per dire che facciamo biodinamica perché è un concetto molto complesso che prevede l’allevamento l’agricoltura la sinergia tra le due cose alla base della biodinamica c’è il concetto di organismo agricolo nella stessa azienda o comunque nello stesso territorio dovresti fare tutto proprio tutto dalla coltivazione della patata allo zafferano l’allevamento le api che sono importantissime insomma qualsiasi cosa è ovvio che è una cosa molto difficile perché le aziende moderne non sono progettate a fattoria come quelle di una volta però già in un territorio come questo potrebbe essere fattibile se più individui si mettono insieme per creare un ambiente chiuso in cui tutto è controllato dall’interno è un nostro progetto a lungo termine
Azienda Agricola L' Isola - Codiponte 54014 - Casola in Lunigiana
tel 3299838238 (Lorenzo)

intervista:anna - foto:enrico

martedì 4 aprile 2017

No al circo con animali

Gli animali al circo non si divertono.
Sfruttati, maltrattati, prigionieri a vita, senza aver commesso nessun reato.
Il circo è bello quando si fonda sulla vera arte di trapezzisti, acrobati, giocolieri e non sulla sofferenza di qualcuno in quanto più debole.
Saremo lì come cittadini ed attivisti ad esprimere ancora una volta il nostro dissenso e a fare informazione e sensibilizzazione pubblica.
Via Sandro Pertini vicino centro comm.le Le Terrazze.

Massima partecipazione e condivisione.

sabato 4 febbraio 2017

Sara e Francesco - Cà Palagnini

cardoso
cardoso è forse un pò meno attraente di altri paesini qui sopra però è il più popolato perché nei paesi sopra che sono stati valorizzati di più i prezzi sono lievitati sono quasi tutte seconde case qui la strada è di fondovalle  siamo relativamente vicini all’autostrada  stiamo bene abbiamo due ristoranti e una bottega oltre al palazzo della cultura un amico di stoccolma  che è stato qui per otto mesi mi faceva notare che per l’aeroporto di pisa ci voglion quaranta minuti e poi dipende dalle esigenze che hai se hai esigenza di mille cose sei fuori dal mondo sennò no

mutuo da pagare
quando ero a montelupo fiorentino facevo l’impiegato si voleva comprar casa e si fece delle offerte e tutti no no allora siamo venuti qui e dopo quattro mesi mi telefonano dicendo abbiamo accettato l’offerta tu ti rendi conto come la tua vita può cambiare se accettavano subito ora sarei lì con un mutuo da pagare e invece… perchè all’inizio tutti dicono dove cazzo vai a stare devi andare a piedi come fai a portar la spesa ed è vero il problema c’è però io quando stavo in città ero assillato dal parcheggio  o mi sfondavano i vetri della macchina ogni posto ha le sue menate

la crisi
nel 2008 2009 a montelupo fiorentino c’era una realtà dinamica avevano chiuso il centro storico al traffico aprivano nuovi negozi facevano piste ciclabili lungo il fiume poi è arrivata tutta insieme questa crisi ovunque affittasi vendesi i turisti che iniziavano a calare poi un sacco di costi il mutuo della casa l’affitto del negozio di sara tutto un casino così e alla fine lei ha detto perchè non ce ne andiamo a cardoso? 
sul crinale
per la ristrutturazione della casa ho seguito i principi della bioarchitettura non ho voluto la carta catramata ho voluto il sughero il tyvek che fa respirare s’è cercato di usare materiali naturali mi piace perché è una casa che si appoggia sul crinale direttamente sulla roccia e segue la conformazione del terreno quando sono arrivato era una stalla diroccata 

tu sè matto
ora sto bonificando la zona vicino al ruscello partendo dalla scarpata vicino al canale ho rifatto un muretto di sassi tirandoli fuori come denti dalla terra riportandoli giù ed è un lavoro abbastanza lungo però poi dopo  lavorarci è più facile io tengo a posto e pianto anche dove non è mio dove c’è abbandono e in questo c’è uno scontro generazionale con mio padre che mi dice tu sé scemo un muretto a secco dove non c’è tuo tu sé matto


sulla parola
ho tanti piccoli pezzi di terra sparsi  qua e là attualmente sto coltivando in campi di sei persone più il mio senza nessun tipo di contratto senza niente solo sulla parola metto patate orzo segale cavoli verdure raccogliamo le castagne per fare la farina e poi sopra pietrasanta ho circa ottocento piante d’olivo e anche quelle sono parecchio impegnative sono sempre lì a dire le tengo o le mollo ora se col gruppo riesco a metterle in comune dividiamo il lavoro e la produzione


tanti stimoli
vò un po’ troppo da una parte e dall’altra ho tanti stimoli inizio tanti lavori devo cercare di focalizzarmi di più su uno e portarlo a termine ora per esempio mi è preso di impagliar le sedie ho imparato a un corso e da allora ogni inverno quattro o cinque sedie me le faccio
il laboratorio
Sara: questo è il mio laboratorio di ceramiche é stato una stalla una sala da ballo poi anche un laboratorio dove lavoravano il ferro è stato abbandonato per anni ci abbiamo messo cinque anni per ristrutturarlo 

i collezionisti
sono nata a venezia ho fatto l’accademia a carrara e a monaco di baviera faccio mostre in germania e in francia ho una galleria che vende i miei lavori a bolzano e una in francia son venuti anche dalla svizzera e da milano a cercarmi il museo di faenza fa una biennale dove son sempre entrata e lì vengono i collezionisti che poi ti vengono a cercare

il telaio
quando ho tempo lavoro anche al telaio questo è un telaio manuale come quelli antichi ma più funzionale quelli antichi erano enormi occupavano una stanza funziona così muovi i pedali e si muovono i licci l’ordito sono i fili la trama è il disegno schiaccio i pedali e tiro su i licci che mi tiran su le maglie e io passo il filo sotto in base a come metto i fili nei licci viene una trama diversa è un po’ difficile impostare lo schema ma quando è impostato poi è semplice seguirlo


il pennato
cà palagnini comprende me e fatti col pennato perché è laboratorio artistico ma anche vendita dei prodotti biologici fatto col pennato significa sbozzato non rifinito non sarà perfetto però è onesto sai da dove viene e poi il pennato qui è un’identità ci sono incisioni rupestri di pennati qui e in vari punti delle apuane la gente lo portava sempre appresso


bioeroi
fatti col pennato sono i prodotti da agricoltura bioeroica i bioeroi sono piccoli produttori di qui e dei paesini intorno c’è chi ha le pecore e fa i formaggi c’è chi fa il miele ci sono produttori di verdure chi ha l’agriturismo  ma c’è anche chi fa i cesti  chi impaglia le sedie non voglio che bioeroi sia solo agricoltura dev’essere un pò tante cose sennò si comincia a tagliar fuori persone che fanno lavori legati alla tradizione che promuovono il territorio siamo una quindicina ora a febbraio ci si riunisce l’idea è nata da poco a ottobre è iniziato facendo un mercato insieme in occasione di una mostra fotografica è nato un grande entusiasmo voglia di stare insieme di vendere ma anche di divertirci








cà palagnina, via vallinventri, 54, Cardoso di Stazzema (LU)
link:fatti col pennato - pagina fb: fatti con il pennato 
link.sara dario 
pagina fb: bio-eroi

intervista: fabrizio - foto: anna

sabato 15 ottobre 2016

Utopia vini crudi senza chimica - Renzo e Sara

abbiamo aperto il 18 marzo 2016 il giorno prima di san giuseppe i lavori sono iniziati a gennaio era un vecchio negozio di intimo un giorno passeggiando abbiamo notato il fondo vuoto e abbiamo telefonato cercavamo un posto dove aprire qualcosa e la zona del mercato era l’ideale anche per la vendita dello sfuso vendere lo sfuso è ritornare a rivalutare il vino quotidiano il vino come alimento di tutti i giorni negli ultimi anni si è visto un vino che non è più quotidiano ma è un vino d’élite legato ai tre bicchieri al gambero rosso o ai grandi ristoranti il vino considerato bene di lusso

il vino sfuso lo comprano anche parecchi anziani la bottiglia invece appassionati o persone che voglion far dei regali poi c’è un pubblico di giovani che si sta interessando al vino naturale naturalmente il pubblico è completamente diverso da quello che compra il vino convenzionale è gente che fa certe scelte mangia anche biologico sta più attenta
























non prendiamo produttori che fanno le due linee quella bio e quella convenzionale ora tante grandi aziende hanno visto che tira il biologico e fanno una linea di vini etichettati bio e comunque è assurdo dover dichiarare il biologico tutto dovrebbe esser biologico sono quelli che fanno chimica che dovrebbero scrivere cosa usano 
























ci sono produttori di tutti i tipi quelli che vivono nelle comuni quello che fa biodinamica perché crede in dio l’anarchico il comunista quello che appartiene ai movimenti e partecipa a critical wine o alla terra trema c’è anche quello ricco che ha fatto una scelta etica tanti hanno l’enologo tanti hanno affinato nel tempo la tecnica e fanno tutto da soli è un panorama variegato
siamo stati a londra a row wine loro hanno una specie di decalogo a cui attenersi sia in vigna che in cantina sono molto radicali in pratica non attuano interventi di nessun tipo anni e anni di esperienza ti portano a produrre vini perfetti senza nessun intervento
alla base di tutto c’è l’uva che deve esser sana controlli che gli acini siano perfetti e non siano colpiti dai batteri se metti un grappolo di uva magari colpita dalla botrytis o da altre muffe se tu butti tutto dentro poi devi metter solforosa se invece controlli l’uva selezionandola all’estremo dopo in cantina devi intervenir poco e niente mi ricordo mio nonno quando faceva la vendemmia che metteva l’uva dentro grossi bidoni di plastica e poi per farcene stare di più la schiacciavano così prima che arrivasse in cantina partiva già la fermentazione l’uva arrivava tutta schiacciata poi buttavan dentro tutto acini e raspi senza preoccuparsi

è chiaro che in grande quantità anche il vino naturale è dannoso però molto meno rispetto a vini ottenuti con l’uso della chimica o pieni di solforosa o trattati in vari modi in ogni caso va bevuto con moderazione cosa che a noi riesce un po’ difficile ah ah



anche nelle nostre zone c’è questa grande bolla del vino migliaia di bottiglie lieviti selezionati chimica sia in vigna che in cantina è impossibile che ci sia così tanto vino nella zona di luni o alle cinque terre 





nel futuro chissà c’è forse l’idea di aprire anche un locale un’enoteca dove dare anche da bere sbicchierare dar cose da mangiare però adesso ci stiamo concentrando solo sul negozio ogni mese vorremmo fare delle serate legate a un vino organizzare incontri coi produttori e poi c’è il progetto vini e vinile abbiniamo i vini alla musica renzo ha questa passione per il vinile giracchiando per cercantico ha trovato un piatto vintage e gli è venuta in mente questa idea 
S: mi piacciono i rossi toscani i piemontesi i bianchi del trentino e dell’alta italia però è difficile ogni vino ha le sue caratteristiche
R: mi piacciono tutti ah ah no dovessi scegliere mi piacciono i vini del vulture l’aglianico i vini campani le langhe però penso che la toscana dal punto di vista vitivinicolo sia la regione più fortunata con grandi escursioni termiche all’interno e l’influsso del mare che da sapidità
utopia è l’isola felice l’idea di una società basata sull’ecologia l’autoproduzione l’autosostentamento l’idea utopica descritta da ursula le guin utopia è anche l’idea di una città ideale come illichville la città ispirata a ivan illich dove tutti i cittadini sono consapevoli di quello che hanno salvaguardano il territorio la bellezza l’ambiente riguardo invece al vino tanti produttori mi chiedono perché utopia? non è utopia è realtà

Utopia vini - pza cavour 36 - 19121 - la spezia
tel 0187-1866467
fb: raw wine

intervista:anna -  foto:peo